Camminare con la Testa: perché una passeggiata quotidiana fa bene al cervello



Dalla saggezza popolare emergono a volte consigli tanto semplici quanto efficaci. Un esempio su tutti: CAMMINARE. Un gran numero di ricerche ha prodotto un’incredibile mole di evidenze scientifiche a sostegno dei molti effetti benefici del “mettere un piede di fronte all’altro”.

La cadenza regolare dei passi da il giusto ritmo al pensiero.



A molti sarà capitato, ad esempio, di sentire la necessità uscire a passeggiare per ragionare sui propri affari, per dirimere una questione complicata, o anche solo per “scaricare” le tensioni della giornata. Molti studenti, poi, hanno l’abitudine camminare avanti e indietro mentre ripetono, come se così facendo la mente fosse più “aperta”.

In effetti ciò che emerge dal mondo della scienza è che camminare sia una potente medicina per migliorare l’umore e la salute del cervello. Sembra, inoltre, che chiarifichi il pensiero e acuisca la memoria.


Camminare migliora il tuo umore anche quando non te l’aspetti

Miller e Krizan, due ricercatori dell’Università dell’Iowa, hanno osservato centinaia di studenti per sapere se facessero esperienza di un improvviso miglioramento del proprio stato d’animo mentre passeggiavano. I ragazzi non sapevano che la causa poteva essere il camminare. I ricercatori hanno sempre mascherato il test proponendolo “qualcosa d’altro” da fare durante una passeggiata. Gli studenti, quindi, non erano a conoscenza del fatto che camminare potesse influire sul proprio umore. Dopo soli 12 minuti risultavano aumentati la giovialità, il vigore, la capacità di attenzione e la fiducia in sé stessi.


Camminare aumenta la tua creatività e ti aiuta a trovare una soluzione

Secondo uno studio condotto a Stanford il camminare favorisce la creatività e l’ispirazione di circa il 60% rispetto allo stare seduti. Questo effetto si riscontra durante la camminata e subito dopo, indipendentemente dal luogo che si sceglie per passeggiare. Bastano, inoltre, dai 5 ai 15 minuti perché si inizino a trarre benefici. Il particolare tipo di pensiero creativo che entra in gioco prende il nome di “pensiero divergente”: si riescono a guardare le possibili soluzioni del proprio problema e a trovare la soluzione migliore.


Camminare mette in comunicazione le cellule cerebrali

Ancora una volta dall’Università dell’Iowa, alcuni ricercatori hanno osservato una popolazione di persone adulte e anziane che stavano iniziando una routine quotidiana di camminate e semplici esercizi fisici. Dopo appena un anno risultava nettamente migliorata la connettività fra le cellule della corteccia frontale, posteriore e temporale. In particolare il miglioramento riguardava il Default Mode Network e il Frontal Executive Network, due “reti” del cervello che posseggono un ruolo centrale nella disfunzione cerebrale legata all’invecchiamento.


Camminare migliora la memoria

Una ricerca del Max Plank Institute, in Germania, ha messo in relazione la camminata con la capacità di svolgere alcuni compiti impegnativi per la capacità mnemonica. I partecipanti ai quali veniva consentito di camminare al proprio passo aumentavano sensibilmente le proprie abilità di memoria rispetto a coloro che dovevano camminare al passo rallentato imposto dai ricercatori. Le persone più giovani, ovviamente, sono state anche quelle a trarre più benefici, ma il miglioramento è stato evidente per tutti.


Camminare per godersi la natura

Spendere regolarmente un po’ del proprio tempo all’aria aperta è un elisir senza eguali per il cervello. Combinare i benefici del camminare e dell’aria aperta, quindi, costituisce un vero affare. Se poi si ha la fortuna di disporre di orizzonti panoramici a pochi passi dalla propria abitazione, la bellezza contribuirà ulteriormente a guarire il nostro spirito. In caso contrario, nessun problema: andrà benissimo anche un po’ di verde urbano. L’importante è ricordare che in qualsiasi momento è possibile godersi un pezzetto di cielo, respirando bene e camminando con passo costante.




Fonti:


Walking facilitates positive affect (even when expecting the opposite) – Miller et al – 2016 – American Psychological Association journal – Emotion Vol.16


Give your ideas some legs: the positive effect of walking on creative thinking – Oppezzo-Shwartz – 2014 – Journal of Experimental Psychology


Plasticity of brain networks in a randomized intervention trial of exercise training in older adults – Voss et al – 2010 – Frontiers in Aging Neuroscience


Cognitive performance is improved while walking: differences in cognitive-sensorimotor couplings between children and young adults – Schaefer et al – 2009 – European Journal of Developmental Psychology


http://www.forbes.com


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