Mens Sana in Corpore Sano


L’esercizio fisico è lo strumento tramite cui ci prendiamo cura del nostro corpo. Vero. Forse però dovremmo prendere coscienza di un’altra importante verità: l’esercizio fisico serve anche a prendersi cura del proprio cervello.

“Mens sana in corpore sano”, come diceva Giovenale. Come ciò avvenga non è ancora stato chiarito nel dettaglio, ma un gran numero di evidenze indica che, in effetti, è proprio così.


Per poter svolgere efficacemente le proprie funzioni cognitive, dopotutto, il cervello ha bisogno di un approvvigionamento costante di ossigeno e di svariate specie chimiche attraverso i vasi ematici. E l’attività fisica, dal canto suo, favorisce la buona salute dei vasi sanguigni mantenendo efficiente e abbondante il flusso sanguigno in tutto il corpo.


L’esercizio favorisce anche la rigenerazione dei mitocondri - le strutture cellulari deputate all’approvvigionamento energetico - tanto nei muscoli quanto nel cervello.

Questo può spiegare gli elevati livelli di attenzione che si possono raggiungere durante un’attività fisica, o subito dopo. Sembra addirittura che innalzare la frequenza cardiaca tramite l’esercizio favorisca la neurogenesi: vale a dire la crescita di nuovi neuroni e cellule cerebrali anche negli adulti.



Uno studio del 2014 pubblicato su Neurology metteva in evidenza quanto vasta sia l’influenza del movimento sulla performance cognitiva.

Tali effetti non sono limitati alla durata dell’esercizio, ma durano nel tempo. L’equipe di Scientific American Mind nel 1985 mise sotto osservazione più di 2000 persone fra i 18 e i 30 anni sottoponendole a test da sforzo. Le stesse persone hanno ripetuto il test da sforzo nel 2005, cioè 20 anni dopo. Come ci si aspettava, a causa dell’avanzare dell’età, le performance calavano e coloro che avevano dimostrato prestazioni migliori nell’ ’85 erano con più probabilità fra i più prestanti anche nel 2005.


Nel 2010 ai partecipanti venne chiesto di cimentarsi in una certa mole di test cognitivi, comprendenti esercizi di memoria, velocità di calcolo e capacità di prendere decisioni. Questi esercizi servirono a fornire una stima dell’abilità di imparare, ragionare e risolvere problemi.


Il risultato fu che le persone che si dimostrarono fisicamente più performanti nel 1985 nei test cognitivi ebbero dei risultati migliori di circa il 10% rispetto ai partecipanti meno in forma. Una differenza non impressionante, ma comunque notevole.


Il messaggio è chiaro: per le persone che godono di un buono stato di salute generale l’esercizio fisico regolare contribuisce a costruire un miglioramento delle funzionalità cerebrali che non durerà per il solo periodo successivo all’allenamento, ma per tutta la vita.







Fonte: https://www.scientificamerican.com/

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