Green Training

A meno che non si tratti di fare una corsa o una partita con gli amici, la maggior parte delle persone “pensa” l’esercizio fisico al chiuso.

Se qualcuno realizza di aver bisogno di fare attività fisica, probabilmente la prima cosa che penserà sarà “iscriversi in palestra”. Qualunque corso si stia scegliendo, molto probabilmente si terrà al chiuso. Questo accade essenzialmente per un motivo: la comodità. Allenarsi al chiuso, infatti, ci fa sentire in qualche modo protetti, al riparo dalle condizioni atmosferiche e, in genere, ci da la sensazione di “pulito”.

Ci sono le docce, gli spogliatoi, i distributori di snack…


In realtà, secondo una grandissima mole di evidenze, l’allenamento all’aria aperta - a cui spesso ci si riferisce con l’espressione “green exercise” - è qualitativamente migliore sia dal punto di vista fisico che da quello mentale.

L’idea non è certo nuova. Già l’espressione latina “vis medicatrix naturae” sintetizzava il potere curativo della natura. Aspetto che ha costituito il principio guida della medicina ippocratica nel mantenere e ristabilire lo stato di salute.


Il movimento all’aperto è d’altro canto profondamente, intrinsecamente e saldamente legato con l’uomo. Per circa il 99% della sua storia il genere umano ha vissuto all’aria aperta, ha attinto dalla natura per sostentarsi e per curare la propria salute e ha goduto dell’ambiente naturale per il proprio piacere.


Potenziare il proprio sistema immunitario


Uno studio comparso nel 2006 sul J Epidemiol Community Health mette in evidenza quanto la percentuale di “verde” nell’ambiente frequentato da una persona sia positivamente correlato con il suo stato di salute. Anche semplicemente lo “stare” immersi nella natura contribuisce a potenziare il nostro sistema immunitario. Il nostro corpo si comporta diversamente e l’ambiente naturale stimola spontaneamente il nostro organismo a proteggersi dalle malattie. Si è potuto constatare che l’allenamento fornisce benefici nettamente superiori se effettuato all’aperto. Elementi come l’aria fresca, l’erba, gli alberi e i colori dell’ambiente naturale hanno un impatto benefico sulla salute mentale e sul benessere fisico.

La ricercatrice Danielle Shanahan ha poi sottolineato che, trascorrere mediamente almeno 30 minuti immersi nella natura, incide positivamente sulla propria prestanza fisica e ridimensiona molto l’insorgenza di ipertensione e depressione.


Vitamina D

Ogni volta che un raggio di sole colpisce un lembo di pelle scoperta il nostro organismo viene stimolato a produrre vitamina D. Questo è uno dei motivi principali per cui le persone che passano molto tempo all’aria aperta sembrano godere di una salute migliore. Va da sé che chi abita in un luogo dove il cielo è sempre coperto non disporrà di un adeguato quantitativo di vitamina D, in particolare durante l’inverno.


Uno studio condotto presso l’Università di Harvard ha individuato quali possono essere i rischi di una carenza di vitamina D: la fragilità ossea, l’osteoporosi e il rachitismo. Si è osservato anche un collegamento con il rischio di malattie autoimmuni, di insorgenza del cancro, di sindrome metabolica, malattie cardiache e –non ultima- della depressione. La carenza di questa molecola sta diventando sempre più comune e sempre più critica, soprattutto nei bambini, che ne hanno bisogno per la crescita, e negli anziani, ai quali servirebbe per proteggere le proprie ossa. Più in generale il problema diviene sempre più grande con l’aumentare della distanza dall’equatore.


Bruciare più calorie


Potrà sembrare contro-intuitivo, ma eseguendo lo stesso esercizio all’aperto si bruciano più calorie che eseguendolo al chiuso. I ricercatori Fellin, Manal e Davis evidenziano come, quando ci si allena al chiuso, si affrontano delle condizioni “standardizzate” sempre uguali a se stesse: la temperatura viene controllata con il riscaldamento in inverno e con la climatizzazione in estate ed il pavimento è sempre livellato e non presenta alcuna asperità. Allenandosi all’aperto, invece, il nostro corpo dovrà spendere una certa quota di energia per mantenere la propria temperatura interna quale che sia il clima. Procedere su un terreno accidentato, inoltre, o eseguire qualunque tipo di esercizio a diverse pendenze, ci costringe ad affrontare tante piccole difficoltà aggiuntive che, sommate insieme, ci fanno spendere una considerevole quantità di energia. Uno studio dell’Università di Exeter ha anche evidenziato come correndo all’aperto si brucino molte più calorie che correndo alla stessa velocità su di un tapis roulant. Pare che questo sia dovuto principalmente alla resistenza che oppone il vento quando corriamo outdoor. Piccole cose che fanno la differenza.


Ormoni che fanno stare bene


Sei in cerca di buon umore? Esci a fare un po’ di esercizio!

Il motivo per cui chi si allena all’aria aperta sembra così energico e pieno di entusiasmo ha un nome ben preciso: dopamina. Questo ormone agisce sull’umore, sulla motivazione e sulla capacità di apprendimento.

Uno studio dell’Università del Queensland mostra come allenarsi regolarmente all’aria aperta significhi disporre di livelli molto più elevati di serotonina ed endorfine, altri ormoni che influiscono sull’umore.


Allenarsi più duramente e più a lungo


Si provi a pensare: correre su di un tapis roulant fissando sempre lo stesso punto sul muro per chilometri e chilometri…È una noia mortale.

E la noia, oltre a costituire di per sé un ostacolo alla continuità dell’allenamento, costituisce anche uno dei fattori per i quali accusiamo di più la fatica. Al contrario correndo all’aperto si vedono sempre nuovi scenari, nuove persone, diverse caratteristiche del suolo e il tempo passa senza che ce ne accorgiamo. La varietà e alcune “distrazioni ben assestate” forniscono una grande spinta emotiva: Thompson et al evidenziano come diminuiscano i livelli di tensione e di rabbia e come aumentino energia ed entusiasmo. Tutto ciò, oltre ad essere estremamente piacevole, ci permette di allenarci più a lungo e più duramente.



Fonti:


https://www.scientificamerican.com/

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Thompson Coon J, Boddy K, Stein K, Whear R, Barton J, Depledge MH. "Does participating in physical activity in outdoor natural environments have a greater effect on physical and mental wellbeing than physical activity indoors? A systematic review." Environ Sci Technol. (2011)

Shanahan, D. F. et al. "Health Benefits from Nature Experiences Depend on Dose." Sci. Rep. 6, 28551. (2016)

Gladwell, Valerie F et al. “The Great Outdoors: How a Green Exercise Environment Can Benefit All.” Extreme Physiology & Medicine 2. (2013)

"The Nutrition Science", https://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/vitamin-d/, accessed 27 Jan 2017

Jones AM, Doust JH."A 1% treadmill grade most accurately reflects the energetic cost of outdoor running." J Sports Sci. (1996 Aug)

Fellin, Rebecca E., Kurt Manal, and Irene S. Davis. “Comparison of Lower Extremity Kinematic Curves During Overground and Treadmill Running.” Journal of Applied Biomechanics 26.4 (2010)

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Focht, B.C. "Brief walks in outdoor and laboratory environments: Effects on affective responses, enjoyment, and intentions to walk for exercise.", Res. Quart. Exerc. Sport (2009)

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DaSilva, S.G.; Guidetti, L.; Buzzachera, C.F.; Elsangedy, H.M.; Krinski, K.; de Campos, W.; Goss, F.L.; Baldari, C. "Psychophysiological responses to self-paced treadmill and overground exercise." Med. Sci. Sports Exerc. (2011)

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