La vera ragione per cui abbiamo un cervello: MUOVERCI!


Il cervello pone ai neuroscienziati molte domande complesse. Ma una è forse più importante di altre: perché gli Esseri Umani (e altri animali) possiedono un cervello?

Non tutte le specie del nostro pianeta hanno un cervello. Perché Noi a un certo punto della nostra evoluzione abbiamo iniziato a sviluppare un cervello?

Siamo portati a pensare che serva per percepire il mondo o per pensare… Questo è sbagliato, o quantomeno vero soltanto in parte.

Il cervello esiste, e si è evoluto, per produrre e controllare movimenti complessi ed adattabili.

Non ci sono altri validi motivi che giustifichino l’avere un cervello.

Il movimento è l’unico modo che abbiamo veramente per influenzare il mondo che ci circonda.

Certi animali primitivi con un sistema nervoso nuotano nell'oceano fin dai primi anni di vita. A un certo punto della loro esistenza, s’impiantano su uno scoglio (che non lasceranno mai più) e la prima cosa che fanno è digerire il proprio cervello e il proprio sistema nervoso per alimentarsi.

Se non c'è più bisogno di muoversi, non c'è più nessun motivo per permettersi il lusso di un cervello.

Il movimento è la funzione più importante del cervello.

Tutto ciò che fa il cervello (sognare, desiderare, innamorarsi, ricordare e cose del genere) è importante solo se serve per guidare il “comportamento giusto”. In termini evolutivi, equivale a dire che serve per portare a termine la riproduzione. I processi sensoriali, mnemonici e cognitivi sono tutti importanti, ma solo nell’ottica di guidare o sopprimere futuri movimenti.


Ma in che modo il nostro cervello sceglie il movimento migliore per ogni circostanza?


Rumore e movimento

Funziona così: il cervello da un comando che causa una contrazione muscolare, gli arti o qualsiasi altra parte del corpo si muovono e di ritorno si ottiene una reazione sensoriale dalla vista, dalla pelle, dai muscoli, dalle articolazioni, dal sistema vestibolare, etc.

Questo riscontro sensoriale è estremamente rumoroso. “Rumoroso” significa che il segnale è ricco di numerosissime informazioni che il nostro sistema nervoso riceve e deve elaborare (posizione del corpo rispetto ad un oggetto con cui si vuole interagire, posizione dell’oggetto in movimento rispetto al corpo, resistenze esterne, suoni, elementi che tendono a entrare nel campo visivo e distogliere l’attenzione, etc.).

In generale, questo rumore è qualcosa che altera il segnale, un’interferenza. Questo rende molto difficile controllare un movimento. Il mondo esterno e il compito da svolgere sono entrambi ambigui e variabili. Viviamo immersi nel rumore sensoriale.

È necessario sia percepire il mondo che agire su di esso e questo rumore è così grande che la società offre una grossa ricompensa a coloro che riescono a ridurre le conseguenze del rumore. Se siamo abbastanza bravi da infilare una pallina bianca in un buco nel terreno a centinaia di metri di distanza utilizzando una stecca di metallo, la nostra società è disposta a ricompensarci con centinaia di milioni di dollari.


Sensazione, Percezione, Deduzione ed Azione

Il cervello fa molti sforzi per ridurre le conseguenze negative del rumore e della variabilità. Negli ultimi 50 anni è diventato molto famoso un modello che tenta di spiegare quello che accade.

Si chiama Teoria Decisionale Bayesiana e descrive come il cervello tratta l'incertezza e la variabilità. L'idea fondamentale è che il cervello cerca di fare deduzioni partendo dai dati in suo possesso per poi intraprendere delle azioni.

Dove si trova il mio braccio rispetto al mio tronco? A che distanza si trova quell’oggetto rispetto alla mia mano? Con quale velocità si sta spostando l’interlocutore con cui sto dialogando mentre cammino?

Gli stimoli sensoriali che riceviamo costantemente durante le nostre azioni costituiscono le fonti di dati. Il punto di partenza dal quale traiamo informazioni per l’azione, quindi, è rappresentato da una serie di stimoli sensoriali (i quali, come abbiamo detto, sono rumorosi). Ma c'è anche un'altra fonte d’informazione: la conoscenza pregressa. Accumuliamo conoscenza durante tutta la vita.


Il cervello combina le nostre conoscenze pregresse con le nostre percezioni sensoriali presenti per generare nuove convinzioni: fa delle deduzioni. Questo è esattamente quello che fanno le persone quando imparano nuovi movimenti. Siamo delle macchine di deduzione bayesiana. Mentre andiamo in giro, impariamo le “statistiche del mondo” e le utilizziamo. Ma impariamo anche quanto sia rumoroso il nostro apparato sensoriale e combiniamo le due cose in modo da poterci muovere con relativa disinvoltura.


Il cervello prevede il futuro e sottrae le sensazioni

C’è di più: il cervello cerca di prevedere quale riscontro sensoriale avrà se ordina un certo movimento. Fa delle previsioni sul futuro. Le nostre percezioni cambiano profondamente a seconda di quello che facciamo e il cervello “si orienta” grazie agli stimoli sensoriali.

Mentre invia un comando di movimento ne registra una copia e la fa girare in un “simulatore neurale” in modo da anticipare le conseguenze sensoriali delle nostre azioni.

Possiamo correre sempre dritto di fronte a noi. Anche se c’è un forte vento di taglio che ci sposta di lato, possiamo contrastare la forza del vento e continuare a correre in linea retta.

Riceviamo una fonte extra di informazioni sensoriali dovute ad un atto esterno.

Abbiamo due fonti: una siamo noi e l’altra è il vento. Entrambe, dal punto di vista dei nostri sensi, si combinano in un'unica fonte di informazione. In questo modo riusciamo a calibrare i nostri movimenti in base a quello che succede al di fuori di noi.

È quello che succede, in modo simile, quando cerchiamo di colpire un bersaglio in movimento.


Come è noto, non si riesce a solleticare sé stessi tanto bene quanto riuscirebbe a farlo qualcun altro. È perché abbiamo un “simulatore neurale” che simula il nostro corpo e “sottrae” ciò che si aspetta che succederà. Il fattore sorpresa è determinante. Qualunque cosa sia responsabile di questa cancellazione è estremamente legata alla casualità temporale.

Il cervello fa previsioni precise e le sottrae dalle sensazioni.

Guardiamo due bambini sui sedili posteriori di un’auto, durante un lungo viaggio. A un certo punto litigano. Tutto inizia con uno dei due che fa qualcosa all'altro, questo si vendica e il ciclo di feedback si intensifica rapidamente. I bambini hanno questa tendenza a innescare litigi che si intensificano “automaticamente”. Se vengono sgridati, probabilmente entrambi diranno che l'altro l'ha colpito più forte. Com’è possibile che essi percepiscano “verità differenti”? Quando un bambino colpisce l’altro, il suo cervello prevede le conseguenze sensoriali e le sottrae. Quindi, in realtà, pensa di avere colpito la persona meno forte di quanto non abbia fatto. Il destinatario passivo, invece, non avendo potuto fare previsioni, sente tutta l'intensità del colpo. Anche se i due utilizzano la stessa forza, chi riceve il colpo per primo lo percepisce più forte.

Non solo. Se i due bambini si rispondono a turno colpo su colpo, anche se ritengono di utilizzare sempre la stessa forza, in realtà imprimono progressivamente sempre più forza, proprio perché la percezione che ne hanno viene sottratta sempre di più. La forza impressa può aumentare anche del 70% ad ogni passaggio!

Il cervello cancella le conseguenze sensoriali previste e sottovaluta la forza che produce.

Fa deduzioni, fa previsioni e genera azioni.


Il movimento migliore è quello CONSAPEVOLE

Quando si tratta di abilità motoria non è chiaro quale sia l'algoritmo da seguire per essere abili. Il sistema motorio può arrivare a contrarre 600 muscoli in una specifica sequenza. È un’infinità di possibilità.

Per andare dal punto “A” al punto “B” potremmo scegliere tra un infinito numero di percorsi diversi. Non solo: possiamo assumere infinite differenti configurazioni articolari, possiamo adottare altrettante diverse posture, possiamo fare passi lunghi, corti o medi e così via.

Il nostro cervello ha una grande quantità di scelte da fare.


Il nostro cervello ‘ama’ le zone di confort anche per quel che riguarda la sfera motoria.

‘Ama’ avere maggiori garanzie di risultato.

Il nostro cervello tende a pianificare i movimenti allo scopo di minimizzare le conseguenze negative del rumore.

Le persone gestiscono la ‘vita motoria’ pianificando i movimenti in modo da minimizzare le conseguenze del rumore.

In gran parte delle attività caratterizzanti la nostra ‘vita motoria’ siamo stereotipati.

I nostri cervelli hanno un circuito neurale dedicato per decodificare questi stereotipi. In questo modo da pochissimi indizi i circuiti del nostro cervello riescono istantaneamente a capire cosa sta succedendo.


Questa naturale tendenza verso il confort è senza dubbio vantaggiosa in termini di controllo motorio, ci mette in condizione di ‘funzionare’ come Sistemi estremamente economici (sia sotto il profilo coordinativo che bioenergetico) ed equilibrati…ma ci mette di fronte ad un problema: funzioniamo molto bene quando ci troviamo all’interno di contesti noti e conosciuti, sostanzialmente prevedibili, ma faremo molta ‘fatica’ in contesti non abituali e di fronte ad eventi imprevedibili.


Esiste però un modo per ‘funzionare’ al massimo delle nostre potenzialità dal punto di vista motorio (e non solo).

Esiste un modo per diventare più competenti, più resilienti.

Il nostro cervello ‘impara’ a scegliere attraverso l’esperienza. Apprende e conseguentemente incrementa la capacità di scelta sulla base di quanto e, soprattutto, di COME ci muoviamo.

Esponendoci ad esperienze motorie diverse e variegate, multidirezionali, non ripetitive, sempre variabili, il nostro sistema nervoso ‘apprenderà’ costantemente nuove soluzioni e, dopo una prima fase di ‘incertezza’ le renderà stabili ed i nostri movimenti diventeranno sempre più fluidi, armonici, plastici, inter-connessi ed integrati.


Creare combinazioni complesse, competenze evolute, connessioni nuove tra i Sistemi Sensoriali e Motori, rendere il corpo ADATTABILE e non adattato…Questo è il verso senso del percorso che dovrebbe caratterizzare un ‘Allenamento’ CONSAPEVOLE.


Il resto è intrattenimento, condizionamento, estetica, parcellizzazione, separazione.


Nulla che abbia a che fare con il vero senso del Movimento (con la M maiuscola): un processo ancestrale alla base della nostra esistenza umana.


Muoviti in maniera intelligente, non eclatante!

Ispirato da Daniel Wolpert

https://www.ted.com/talks/daniel_wolpert_the_real_reason_for_brains#t-720029

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